lunedì 23 novembre 2015

Evoluzioni - Dallo smartphone alla poesia




Pochi anni fa iniziai a scrivere le mie prime poesie sullo smartphone. Inizialmente per me era completamente arabo; mi sembrava di avere in mano una padella, come mio nonno chiamava ironicamente questi telefoni! Poi, con il tempo, si fa l'abitudine a tutto, anche a digitare su una minuscola tastiera virtuale al posto del fidato bloc-notes a cui ero tanto legata. È nato così il mio diario digitale: un contenitore di versi e pensieri che fanno bene all'anima.

Ben presto, però, la facilità di azione ha lasciato il posto a un timore persistente. Venivo sopraffatta dall'assillante pensiero che il telefono potesse rompersi, che le applicazioni smettessero di funzionare e che tutto il mio lavoro andasse perduto. Per proteggere i miei versi, di tanto in tanto collegavo lo smartphone al PC e scaricavo ogni testo per metterlo al riparo.

Proprio da questa dinamica si è fatta strada un'idea curiosa: misurarmi direttamente con le due tecniche, quella digitale e quella cartacea. Ho deciso così di pubblicare un libro che raccogliesse esclusivamente poesie scritte su smartphone, lasciate volutamente senza correzioni, per mostrare come la tecnologia possa a volte distorcere il pensiero e altre volte assecondarlo.

La scrittura suggerita contro la memoria della carta

Il discorso, in verità, è molto ampio. Ho sempre sostenuto che la vera poesia debba rimanere a dimora nel tempo, come un'anima viva custode delle nostre emozioni. Con l'avvento del digitale, questo concetto è stato fortemente defraudato. Affidandoci alla tecnologia, permettiamo ai nostri versi di essere in qualche modo influenzati e "suggeriti" dagli algoritmi della tastiera, rischiando di allontanarci dalla nostra reale identità.

Inoltre, il lascito di un documento scritto su carta ha un valore che nel tempo si rivaluta e si tramanda; al contrario, gli smartphone e i loro file sono destinati a svalutarsi e a svanire. Queste sono presupposizioni e deduzioni che originano direttamente dalla mia esperienza sul campo con entrambe le tipologie di scrittura.

Da questo esperimento nasce la mia nuova raccolta di poesie intitolata "Evoluzioni", edita da Lampi di Stampa (con cui ho già pubblicato Riflessi dell'Anima). È un'opera volta a testare come anche la poesia, alla fine, cammini al passo con i tempi, contrariamente a quanto volessi credere.

Il libro uscirà entro novembre. Spero che questo mio esperimento letterario possa rivelarsi utile, istruttivo e soprattutto di esempio per molti lettori e autori sospesi tra tradizione e futuro.

Gina Scanzani 

 

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Scrittrice, poetessa e autrice. Esploro la forza della parola scritta tra la permanenza della carta e le evoluzioni del mondo digitale. Amo tessere storie che uniscono il mondo degli adulti a quello dei bambini.
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