mercoledì 27 maggio 2026

Nel silenzio del cuore, trovo la mia verità: nasce "Rara complicità"


In molti mi chiedono quale sia il mio percorso letterario o accademico. La verità è semplice: non ho titoli accademici, ho solo la mia vita e un diploma. Ma è proprio tra le pieghe della quotidianità, tra i silenzi e i respiri più difficili, che sono nate queste poesie.

Nel 2021, questa raccolta è arrivata in finale a un concorso letterario. È stata la conferma che non servono costruzioni artificiali per arrivare al cuore degli altri: basta il coraggio di essere autentici. Oggi, dopo anni di attesa, "Rara complicità" diventa finalmente un libro. È la mia voce, nuda e cruda. È il dolore che non si spiega, ma si attraversa. È la mia rinascita che si fa parola.

“Nel silenzio del cuore, trovo la mia verità.”

La raccolta si muove tra ombre e ritorni, tra radici e perdite, fino a una forma di rinascita che non cancella le ferite, ma le rende linguaggio. Non c’è artificio nei miei versi, ma un flusso autentico che alterna fragilità e resistenza, smarrimento e consapevolezza. Ed è proprio in questa tensione che nasce quella complicità rara a cui il titolo allude: un legame silenzioso tra chi scrive e chi sa riconoscersi.

Non è un libro da capire. È un libro da attraversare.

Una delle domande più celebri che si pongono a un autore è proprio questa: da dove nasce il titolo?

Rara complicità sigla quell'insieme di fattori che uniscono la voce interna al bisogno profondo di celebrare la poesia. In altre parole, è il dolore che si fa verso e diventa, in parte, complice di te stessa. Un po' come accade nella natura di un gene, che si integra alla rarità rendendola protagonista. È un gioco di parole che si adatta a molti aspetti dell'esistenza, specialmente quando gli unisoni si abbracciano e riescono a convivere, esattamente come fanno la poesia, la parola e la lettera.

L'editoria come atto artigianale

Credo in un'editoria che sia ancora un atto artigianale, un patto di fiducia tra chi scrive e chi cura il libro come un oggetto d'arte. Per questo ho scelto per Rara complicità una veste che si possa accarezzare: la carta martellata, ruvida e autentica, accoglie questi versi come una pelle pronta a narrare.

Questa silloge, che ha avuto l'onore di essere selezionata come finalista alla prima edizione del Premio SoloPoesia (Associazione Carta e Penna di Torino), nasce dal desiderio di trovare una risposta alla velocità del nostro tempo attraverso una scrittura che si fa attesa e cura. In queste pagine non troverete solo parole, ma l’eco di un incontro tra la fragilità dell'esistere e la forza dei legami; uno specchio per chi, come me, cerca la bellezza nel dettaglio e nell'autenticità. 

Il racconto di una ricerca interiore che ha già convinto i giurati ora cerca il cuore dei lettori. La silloge è finalmente pronta a diventare carta: potete sostenere questo progetto preordinando la vostra copia fin da ora.

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Gina Scanzani

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Editoria e consapevolezza: perché ho scelto di lasciare Erickson

                             Come fa un libro a vendere se non è distribuito? 

Non appena rientrata da Castelnuovo del Garda, i miei sospetti hanno iniziato a farsi strada. La casa editrice, nei confronti del mio libro appena adottato da una scuola, non aveva speso una parola né fatto un solo gesto di supporto.

Durante la mia permanenza di circa otto anni e mezzo in Erickson, ho acquistato personalmente ben 400 copie del mio libro. L'ho presentato numerose volte, ho vinto premi importanti e ottenuto riconoscimenti inaspettati, ma l'editore sembrava avere ben altro da promuovere. Analizzando i loro profili, emergono solo le vendite di manuali scritti da professori universitari o testi di didattica; non c’è traccia di "libretti" come il mio. Eppure, proprio su quel "libretto", una scuola ha costruito un intero laboratorio: dunque, tanto sciatto o irrilevante non deve essere. 

Con tutto questo movimento, il libro era sempre fermo. Non visualizzavo il libro da nessuna parte e notavo una scarsa attenzione generale. Questo mi ha insospettita. Parafrasando il loro operato, la cosa che mi ha spinto ad andare a fondo è stata la rilettura del contratto. L'ho analizzato dall'inizio alla fine e, dove la terminologia legale si faceva oscura, mi sono servita del supporto dell'Intelligenza Artificiale. Il contratto evidenziava un punto chiaro: l'obbligatorietà di comunicare il rendiconto delle vendite (royalties) entro il 31 marzo di ogni anno. L'ultima loro comunicazione risaliva a marzo 2020. Cinque anni senza alcuna comunicazione. 

Così ho avviato le pratiche per il riscatto dell'opera. La loro prima risposta è stata disarmante: "L'opera non ha venduto e quindi non serviva inviarle il rendiconto"

Ma il contratto parla chiaro: l'editore si impega a rendicontare all'autore ogni 31 di marzo.

Non mi sono fermata. Ho analizzato altri libri pubblicati nella stessa collana, Erickson Live, e il riscontro è stato terribile: mentre molti testi erano regolarmente reperibili sugli store online, Amazon incluso, il mio risultava viceversa irreperibile. Mi sono chiesta: come può un libro vendere se non è distribuito?

Ero determinata a riavere la mia opera. Che venga pubblicata di nuovo o meno è affar mio, ma vederla prendere polvere nell'incuria dell'editore era un'ingiustizia intollerabile.

Una lezione per il futuro

Questa vicenda ha radici lontane. Quando ricevetti il contratto, anni fa, chiesi consiglio a un avvocato a Fiano Romano. Purtroppo quel professionista non conosceva il diritto d'autore e, basandosi su leggi generiche, mi disse che potevo accettare. Oggi mi mordo le dita: se serve un consiglio tecnico, bisogna rivolgersi a esperti del settore e non al primo legale che capita. Una lezione per il futuro che deve essere utile a tutti. 

Oggi volto pagina. Fortunatamente, la risoluzione del contratto è avvenuta in modo consensuale e ora dispongo della totalità dei diritti dell'opera. Questo mi permetterà di affidarla a chi saprà darle valore e mi farà sorridere, oppure ricorrerò all'auto-pubblicazione su Amazon.

Questa esperienza è stata, a suo modo, propositiva: mi ha fatto conoscere una fetta di mercato editoriale che guarda più al denaro che alla persona. Nonostante Erickson si dichiari una casa editrice attenta all'inclusione, posso testimoniare che il mio libro non ha ricevuto il trattamento che meritava, pur essendo scritto da chi il mondo della disabilità lo vive e lo conosce da vicino.

Fine di un capitolo. Ora si volta pagina.

Gina Scanzani

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mercoledì 22 aprile 2026

mercoledì 8 aprile 2026

"Mimì nella grotta oscura" otto anni dopo entra in classe

Esiste un falso mito nell'editoria moderna: l'idea che un libro abbia la "data di scadenza" come un prodotto da scaffale, destinato a svanire dopo pochi mesi dall'uscita. La storia di Mimì nella grotta oscura (edito da Centro Studi Erickson) smentisce questa logica, dimostrando che quando un messaggio è autentico, non smette mai di vibrare.

A ben otto anni dalla sua prima pubblicazione, questo libro continua a camminare, a parlare e a ispirare, dimostrando che una storia non muore dopo una stagione, ma può sopravvivere e fiorire nel tempo.

Un appuntamento speciale: l'incontro con l'IC A. Montini
La prova tangibile della vitalità di questo testo è la scelta dell’Istituto Comprensivo A. Montini di Castelnuovo del Garda (VR) di inserire il volume nel progetto educativo "Il buon profumo dei libri… incontro con l’autore".

Il prossimo 20 aprile, l’autrice varcherà i cancelli della scuola per un appuntamento speciale con gli allievi delle classi primarie. Sarà un momento di confronto diretto, dove la "fiaba" uscirà dalle pagine per diventare dialogo vivo.

"C’è un profumo speciale che ogni scrittore riconosce: è quello delle pagine che passano di mano in mano tra i banchi di scuola. Sapere che la mia storia farà parte del percorso educativo di questi ragazzi è un onore e una grande responsabilità. Non vedo l’ora di scoprire quale 'profumo' daranno alle mie parole attraverso le loro domande."

Mimì nella grotta oscura non è solo un racconto per l'infanzia; è una fiaba per adulti che nasce dalla necessità di spiegare temi complessi con parole semplici.

La storia trae ispirazione da un'esperienza reale e toccante: l'ascolto di una madre che raccontava la sfida quotidiana di crescere una figlia con sclerosi tuberosa. Da questo fatto è nato il libro. Il protagonista, Mimì si avventura nella "Selva Oscura" della vita, dove affronta le sue paure e scopre la forza che è in lei.

Perché Mimì continua a parlare ai lettori dopo 8 anni?
Il libro offre conforto e speranza di fronte all'accettazione della malattia e del limite.
Le risposte ai grandi interrogativi spesso non si trovano nei manuali, ma nel gioco, nella fantasia e nell'affetto.
In un mondo frenetico, Mimì ci insegna a fermarci per capire che non siamo soli, ma parte di un grande puzzle.

Mimì nella grotta oscura (Il buon profumo dei libri...incontro con l'autore)

Un ringraziamento speciale
Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza la sensibilità di chi crede ancora nel valore formativo della lettura. Un sentito ringraziamento va ai docenti e agli organizzatori dell'IC A. Montini per aver scelto di dare spazio a questa storia adottando il libro Mimì nella grotta oscura.

In un'epoca che corre veloce, Mimì ci ricorda che la felicità si trova spesso nelle piccole cose e nella capacità di meravigliarsi ancora, proprio come sanno fare i bambini.

Ci vediamo in classe il 20 aprile!🎒🎤

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martedì 24 febbraio 2026

Rari e Colorati: quando la fragilità si fa Voce e Progetto

Il 19 febbraio 2026, la sala "David Sassoli" presso la sede del Parlamento Europeo a Roma ha ospitato un incontro di profonda umanità e rilievo istituzionale: il convegno "Rari e Colorati".

Organizzato dalla dottoressa Domenica Taruscio e dalla Presidente dell’associazione AS.Ma.Ra, Maria Pia Sozio, l’evento è stato molto più di un semplice dibattito scientifico; è stato un mosaico di vite, sfide e visioni. In questa cornice prestigiosa, ho avuto l’onore di portare la mia testimonianza, un ruolo che ho accolto con profonda emozione e senso di responsabilità.

I Colori della Vita oltre l’Isolamento

Nel mio intervento ho voluto celebrare i "colori della vita oltre l’isolamento". Sono quegli stessi colori che, negli anni, hanno motivato il mio percorso letterario e alimentato il mio pensiero critico. Per lungo tempo, la scrittura è stata la mia unica compagna in un isolamento segnato dalla sofferenza.

Tuttavia, quel silenzio forzato non ha mai scalfito la mia volontà di credere nel prossimo e nella forza dei legami umani. Nonostante la fragilità dovuta a un recente intervento chirurgico, ho scelto con determinazione di essere presente. Esserci e prestare la propria voce è un atto di dovere che, quando è mosso da un ideale, supera ogni barriera fisica.

Il Talento come resistenza

Davanti alla platea e a chi ci seguiva in streaming, ho lanciato un appello che mi sta profondamente a cuore: non sottomettersi mai al conformismo. Restare fedeli ai propri principi e proteggere il proprio talento è un dovere verso noi stessi. Il talento non è acqua; è un valore prezioso che va custodito, coltivato e messo al servizio degli altri, specialmente quando la "rarità" ci sfida a tracciare percorsi non ancora battuti.

Ladispoli: Un ascolto che diventa azione

Il momento più concreto dell'incontro è stata la presentazione del nuovo Sportello d'Ascolto, nato in collaborazione con il Comune di Ladispoli.

Si parla spesso di "inclusione" come di un vessillo da sventolare, ma troppo spesso alle parole non seguono i fatti. Il progetto "Ladispoli, una città che sa ascoltare" vuole essere la risposta pratica a questo vuoto: un polo di accoglienza reale dove storie diverse — tanti "colori" — possano convergere in un unico, vibrante arcobaleno di supporto.

"Il mio percorso artistico e umano è frutto di una tenacia che non si è mai arresa. È questo il messaggio che porterò nello Sportello d’Ascolto: la fragilità può diventare una forza rivoluzionaria solo se condivisa."

Ringraziamenti

Un grazie di cuore a Domenica Taruscio e Maria Pia Sozio per aver reso possibile questo momento di confronto; essere stata invitata come relatrice è stato un vero onore. Ringrazio inoltre tutti i partecipanti che hanno arricchito la giornata con la loro presenza e le loro storie.

Continuiamo a colorare il mondo, una parola alla volta.

Alla prossima!

Gina Scanzani

Gina Scanzani relatrice al Parlamento Europeo per il convegno Rari e Colorati

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mercoledì 10 dicembre 2025

Un Amico Invisibile: Encomio di Merito al Premio Sarzana XIII ed

"Un amico invisibile": l’Encomio di Merito a Sarzana e la forza della Medicina Narrativa

Un Amico Invisibile: Encomio di Merito al Premio Sarzana XIII ed

È con profonda emozione e un senso di immensa gratitudine che accolgo il prestigioso Encomio di Merito ricevuto durante la XIII edizione del Premio Internazionale Città di Sarzana. Dopo il fortunato percorso che lo ha visto finalista a Sambuca di Sicilia, questo nuovo traguardo rappresenta un passo enorme per un’opera che affronta temi ardui, spesso taciuti, come la realtà delle malattie rare e la lotta contro il cancro. 

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venerdì 8 agosto 2025

Breve storia del segnalibro

Il segnalibro, quindi, non è solo un "segno" tra le pagine, ma un piccolo pezzo di storia che riflette i cambiamenti sociali, artistici e commerciali di ogni epoca. 

La mia passione per i segnalibri: una breve storia

Non conto più il numero di segnalibri che possiedo! Sono davvero tanti e la mia passione per loro cresce di pari passo con quella per i libri. Per questa ragione, ho voluto raccontare la storia di questo piccolo ma fondamentale accessorio.

Le origini del segnalibro

Le origini del segnalibro si perdono nel tempo, ma le prime tracce concrete ci portano al Medioevo. In quel periodo, nastri di vari colori o piccole strisce di pergamena venivano usati per segnare le diverse sezioni dei libri di preghiera.

La prima data certa che segna l'esordio del segnalibro come lo conosciamo oggi è il 1584. Si narra che un certo C. Baker cucì una fettuccia di seta all'interno del libro di preghiere della Regina Elisabetta I che gli era stato affidato per la rilegatura.

Tuttavia, si trovano testimonianze di oggetti simili anche in opere d'arte del Rinascimento:

"La Madonna del cancelliere Rolin" (1433) di Jan van Eyck, dove un bottone sembra tenere ferma una pagina.

"San Girolamo" (1451) di Piero della Francesca, in cui da un tomo spuntano strisce di stoffa.

Il polittico "San Giorgio" (1479) di Carlo Crivelli, dove un segnalibro emerge da un testo sacro.

Il termine "segnalibro" indica qualsiasi segno inserito tra le pagine per ritrovare il punto in cui si è interrotta la lettura. Anche nel linguaggio informatico, il "bookmark" ha lo stesso scopo. Nel '500, il pittore milanese Giuseppe Arcimboldo raffigurò segnalibri che emergevano da un libro nel suo celebre quadro "Il Bibliotecario".

Usi curiosi e “impropri”

Non mancano gli usi "impropri" del segnalibro. Tutti conosciamo l'abitudine di piegare l'angolo della pagina, un gesto considerato "infamante" dai bibliofili. Anche Don Abbondio, come ci racconta Manzoni, usava il suo indice come segnalibro tra le pagine del breviario.

Un aneddoto curioso riguarda Antonio Magliabechi, il celeberrimo bibliotecario di Firenze. Si racconta che, essendo un uomo dal carattere stoico e piuttosto sordido, leggendo anche durante i pasti, usasse le sarde salate che aveva davanti a sé per segnare i passi più interessanti.

Dalla metà dell'Ottocento, il tradizionale nastro di seta cucito al libro ha iniziato a essere sostituito dal segnalibro di carta.

D’Annunzio, il Liberty e la pubblicità

Nel Novecento, un altro celebre bibliofilo, Gabriele D'Annunzio, usava una forma di segnalibro del tutto personale: faceva seccare fiori e foglie tra le pagine dei suoi libri più amati.

Nel corso della storia, il segnalibro ha assunto forme e funzioni diverse, che possiamo raggruppare in tre categorie principali:

Segnalibri piccoli: riquadri illustrati su entrambe le facciate, spesso con un nastrino colorato.

Segnalibri stretti: strisce lunghe di carta o pergamena, con decorazioni su una facciata.

Segnalibri di metallo, legno o argento: creati da designer, spesso bellissimi ma poco pratici.

Durante il periodo Liberty, i segnalibri in cartoncino spesso, illustrati con figure femminili, colorati e profumati, erano di gran moda e venivano inseriti dalle signore dell'alta società nei romanzi più in voga. Negli anni '30, il segnalibro divenne un vero e proprio veicolo pubblicitario per aziende di cancelleria, dolciumi, bevande e liquori.

Da strumento pratico a oggetto da collezione

Nel corso dei secoli, il segnalibro ha subito una vera e propria trasformazione. Nato per una necessità pratica, è diventato nel tempo un oggetto di design, un veicolo pubblicitario e un simbolo di stile.

L'Era della seta (metà '800): Il segnalibro si afferma come un accessorio a sé stante. I tradizionali nastrini in seta, cuciti direttamente alla rilegatura, diventano un elemento di eleganza. In questo periodo, l'industria della seta inglese produceva segnalibri con disegni complessi, noti come "Stevengraphs".

L'Era della pubblicità (fine '800 - '900): Con l'avvento della stampa a colori, il segnalibro diventa uno strumento pubblicitario estremamente efficace. Le aziende iniziano a distribuire segnalibri gratuiti per promuovere i propri prodotti, trasformandoli in un fenomeno di massa e un oggetto da collezionare per tutti.

L'Era del design (Liberty e oltre): Il segnalibro assume forme artistiche. Viene reinterpretato da designer che lo realizzano con materiali diversi, dal metallo al legno, dall'argento alla plastica, diventando un vero e proprio oggetto di design.

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Scrittrice, poetessa e autrice. Esploro la forza della parola scritta tra la permanenza della carta e le evoluzioni del mondo digitale. Amo tessere storie che uniscono il mondo degli adulti a quello dei bambini.
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