In molti mi chiedono quale sia il mio percorso letterario o accademico. La verità è semplice: non ho titoli accademici, ho solo la mia vita e un diploma. Ma è proprio tra le pieghe della quotidianità, tra i silenzi e i respiri più difficili, che sono nate queste poesie.
Nel 2021, questa raccolta è arrivata in finale a un concorso letterario. È stata la conferma che non servono costruzioni artificiali per arrivare al cuore degli altri: basta il coraggio di essere autentici. Oggi, dopo anni di attesa, "Rara complicità" diventa finalmente un libro. È la mia voce, nuda e cruda. È il dolore che non si spiega, ma si attraversa. È la mia rinascita che si fa parola.
“Nel silenzio del cuore, trovo la mia verità.”
La raccolta si muove tra ombre e ritorni, tra radici e perdite, fino a una forma di rinascita che non cancella le ferite, ma le rende linguaggio. Non c’è artificio nei miei versi, ma un flusso autentico che alterna fragilità e resistenza, smarrimento e consapevolezza. Ed è proprio in questa tensione che nasce quella complicità rara a cui il titolo allude: un legame silenzioso tra chi scrive e chi sa riconoscersi.
Non è un libro da capire. È un libro da attraversare.
Una delle domande più celebri che si pongono a un autore è proprio questa: da dove nasce il titolo?
Rara complicità sigla quell'insieme di fattori che uniscono la voce interna al bisogno profondo di celebrare la poesia. In altre parole, è il dolore che si fa verso e diventa, in parte, complice di te stessa. Un po' come accade nella natura di un gene, che si integra alla rarità rendendola protagonista. È un gioco di parole che si adatta a molti aspetti dell'esistenza, specialmente quando gli unisoni si abbracciano e riescono a convivere, esattamente come fanno la poesia, la parola e la lettera.
L'editoria come atto artigianale
Credo in un'editoria che sia ancora un atto artigianale, un patto di fiducia tra chi scrive e chi cura il libro come un oggetto d'arte. Per questo ho scelto per Rara complicità una veste che si possa accarezzare: la carta martellata, ruvida e autentica, accoglie questi versi come una pelle pronta a narrare.
Questa silloge, che ha avuto l'onore di essere selezionata come finalista alla prima edizione del Premio SoloPoesia (Associazione Carta e Penna di Torino), nasce dal desiderio di trovare una risposta alla velocità del nostro tempo attraverso una scrittura che si fa attesa e cura. In queste pagine non troverete solo parole, ma l’eco di un incontro tra la fragilità dell'esistere e la forza dei legami; uno specchio per chi, come me, cerca la bellezza nel dettaglio e nell'autenticità.
Il racconto di una ricerca interiore che ha già convinto i giurati ora cerca il cuore dei lettori. La silloge è finalmente pronta a diventare carta: potete sostenere questo progetto preordinando la vostra copia fin da ora.
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Gina Scanzani









