venerdì 8 agosto 2025

Breve storia del segnalibro

Il segnalibro, quindi, non è solo un "segno" tra le pagine, ma un piccolo pezzo di storia che riflette i cambiamenti sociali, artistici e commerciali di ogni epoca. 

La mia passione per i segnalibri: una breve storia

Non conto più il numero di segnalibri che possiedo! Sono davvero tanti e la mia passione per loro cresce di pari passo con quella per i libri. Per questa ragione, ho voluto raccontare la storia di questo piccolo ma fondamentale accessorio.

Le origini del segnalibro

Le origini del segnalibro si perdono nel tempo, ma le prime tracce concrete ci portano al Medioevo. In quel periodo, nastri di vari colori o piccole strisce di pergamena venivano usati per segnare le diverse sezioni dei libri di preghiera.

La prima data certa che segna l'esordio del segnalibro come lo conosciamo oggi è il 1584. Si narra che un certo C. Baker cucì una fettuccia di seta all'interno del libro di preghiere della Regina Elisabetta I che gli era stato affidato per la rilegatura.

Tuttavia, si trovano testimonianze di oggetti simili anche in opere d'arte del Rinascimento:

"La Madonna del cancelliere Rolin" (1433) di Jan van Eyck, dove un bottone sembra tenere ferma una pagina.

"San Girolamo" (1451) di Piero della Francesca, in cui da un tomo spuntano strisce di stoffa.

Il polittico "San Giorgio" (1479) di Carlo Crivelli, dove un segnalibro emerge da un testo sacro.

Il termine "segnalibro" indica qualsiasi segno inserito tra le pagine per ritrovare il punto in cui si è interrotta la lettura. Anche nel linguaggio informatico, il "bookmark" ha lo stesso scopo. Nel '500, il pittore milanese Giuseppe Arcimboldo raffigurò segnalibri che emergevano da un libro nel suo celebre quadro "Il Bibliotecario".

Usi curiosi e “impropri”

Non mancano gli usi "impropri" del segnalibro. Tutti conosciamo l'abitudine di piegare l'angolo della pagina, un gesto considerato "infamante" dai bibliofili. Anche Don Abbondio, come ci racconta Manzoni, usava il suo indice come segnalibro tra le pagine del breviario.

Un aneddoto curioso riguarda Antonio Magliabechi, il celeberrimo bibliotecario di Firenze. Si racconta che, essendo un uomo dal carattere stoico e piuttosto sordido, leggendo anche durante i pasti, usasse le sarde salate che aveva davanti a sé per segnare i passi più interessanti.

Dalla metà dell'Ottocento, il tradizionale nastro di seta cucito al libro ha iniziato a essere sostituito dal segnalibro di carta.

D’Annunzio, il Liberty e la pubblicità

Nel Novecento, un altro celebre bibliofilo, Gabriele D'Annunzio, usava una forma di segnalibro del tutto personale: faceva seccare fiori e foglie tra le pagine dei suoi libri più amati.

Nel corso della storia, il segnalibro ha assunto forme e funzioni diverse, che possiamo raggruppare in tre categorie principali:

Segnalibri piccoli: riquadri illustrati su entrambe le facciate, spesso con un nastrino colorato.

Segnalibri stretti: strisce lunghe di carta o pergamena, con decorazioni su una facciata.

Segnalibri di metallo, legno o argento: creati da designer, spesso bellissimi ma poco pratici.

Durante il periodo Liberty, i segnalibri in cartoncino spesso, illustrati con figure femminili, colorati e profumati, erano di gran moda e venivano inseriti dalle signore dell'alta società nei romanzi più in voga. Negli anni '30, il segnalibro divenne un vero e proprio veicolo pubblicitario per aziende di cancelleria, dolciumi, bevande e liquori.

Da strumento pratico a oggetto da collezione

Nel corso dei secoli, il segnalibro ha subito una vera e propria trasformazione. Nato per una necessità pratica, è diventato nel tempo un oggetto di design, un veicolo pubblicitario e un simbolo di stile.

L'Era della seta (metà '800): Il segnalibro si afferma come un accessorio a sé stante. I tradizionali nastrini in seta, cuciti direttamente alla rilegatura, diventano un elemento di eleganza. In questo periodo, l'industria della seta inglese produceva segnalibri con disegni complessi, noti come "Stevengraphs".

L'Era della pubblicità (fine '800 - '900): Con l'avvento della stampa a colori, il segnalibro diventa uno strumento pubblicitario estremamente efficace. Le aziende iniziano a distribuire segnalibri gratuiti per promuovere i propri prodotti, trasformandoli in un fenomeno di massa e un oggetto da collezionare per tutti.

L'Era del design (Liberty e oltre): Il segnalibro assume forme artistiche. Viene reinterpretato da designer che lo realizzano con materiali diversi, dal metallo al legno, dall'argento alla plastica, diventando un vero e proprio oggetto di design.

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Nel silenzio del cuore, trovo la mia verità: nasce "Rara complicità"

In molti mi chiedono quale sia il mio percorso letterario o accademico. La verità è semplice: non ho titoli accademici, ho solo la mia vita ...

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Scrittrice, poetessa e autrice. Esploro la forza della parola scritta tra la permanenza della carta e le evoluzioni del mondo digitale. Amo tessere storie che uniscono il mondo degli adulti a quello dei bambini.
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