Figlio mio, se i gesti fossero parole, il mondo ne sarebbe pieno! Eppure anche i gesti comunicano, a volte con la semplicità di un "ciao". Ma vedi, a differenza delle parole, le gesta sono pesi da reggere: non fanno rumore, ma non sono leggere da portare.
Lo sapevi? Sono state le gesta dei grandi uomini a muovere il mondo. Con le loro mani hanno scavato montagne, spianato strade, creato ponti e aperto varchi, scrivendo la storia che oggi studi. A ben pensarci, il genio umano è tale proprio perché si avvale delle gesta; non è un caso.
Vedi, anche un abbraccio è un gesto di valore. Ringraziare un camice bianco, salutare un medico o stringere la mano a un ragazzo che con il suo intervento ti ha salvato la vita: ogni gesto, alla fine, è un dono. L’opera è un evento che prima si vive e poi si realizza. L’immagine è una visione che mira a diventare realtà, nata da un movimento o da un'intuizione.
Poni dinanzi a te il vuoto, chiudi gli occhi e abbraccialo. Ti sembra sordo, quel gesto? Eppure la tua anima ti ringrazierà. Non sarai mai solo con te stesso, perché l’opera dell’uomo è tale solo quando è realizzata con le proprie mani — le stesse mani che accordano gli strumenti per suonare la musica che amiamo ascoltare.
Immagina di essere il ramo di un grande albero chiamato Vita: le tue gesta aiuteranno la chioma a crescere rigogliosa e spettinata, incurante del solo suono delle parole. Il gesto ti accarezza come un fiore che, all’imbrunire, ripiega su di sé le proprie forze; come un albero che si ancora a terra con le radici e con le braccia sfiora il cielo, fiero di essere parte di un movimento, libero di dare... libero di andare lontano.
Gina Scanzani

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