Qualche tempo fa ho avuto il piacere di ospitare a casa mia una persona speciale. Con lei, il dialogo è stato profondo e sincero, toccando temi delicati come la malattia e la sua gestione. Ho condiviso la mia esperienza, raccontando quanto sia stato formativo per me dedicare tempo alla scrittura, alla lettura e alla cura di me stessa. Queste attività mi hanno permesso di evadere la mente e di creare, confermandomi un principio fondamentale: solo prendendomi cura di me stessa posso prendermi cura degli altri.
A lei ho parlato in particolare dell'importanza della lettura, un viaggio che non è mai troppo tardi per intraprendere. Ad esempio, ho raccontato come mi sia immedesimata nella lettura dei libri di Alda Merini: nelle sue parole e nella sua storia la mia anima ha trovato conforto e risonanza.
La lettura è un potente strumento di benessere, tanto che esiste un campo specifico che ne studia gli effetti terapeutici: la biblioterapia. Questo processo psicologico si attiva quando, leggendo un libro, ci imbattiamo in un racconto o una storia in cui possiamo riconoscere noi stessi. Si genera così un vero e proprio effetto terapeutico, una cura di sé che nasce dal "ri-raccontare" la propria storia di vita.
Mentre ci immergiamo in un romanzo, proviamo un'identificazione profonda con i personaggi. Le loro emozioni si fondono con le nostre, le loro vicende si intrecciano con la nostra storia personale. Leggere significa immedesimarsi, assumere la prospettiva del narratore e vivere avventure che vanno oltre la nostra realtà quotidiana. Entrare in un testo significa avviare un processo di identificazione in cui ci percepiamo co-protagonisti di una storia, sovrapponendo il racconto letto alla nostra soggettività e interpretando il testo da una prospettiva unica e personale.
In biblioterapia, la lettura è un processo attivo, autoformativo e di cura di sé, perché implica:
Prendere consapevolezza: riconoscere e comprendere i propri pensieri e sentimenti.
Ascoltarsi e interrogarsi: porsi domande, esplorare le proprie reazioni e sensazioni.
Riflettere sulla propria soggettività: elaborare la propria esperienza personale attraverso le lenti della narrazione.
In questo modo, la lettura diventa un vero e proprio percorso di ri-comprensione di sé e di ri-progettazione della propria esistenza. Il libro, in biblioterapia, può assumere due ruoli fondamentali:
Strumento di promozione della salute e del benessere (salutogenesi): in questo caso, la biblioterapia si applica alla crescita personale, al miglioramento del benessere e allo sviluppo della consapevolezza, aiutando anche nell'orientamento verso scelte future.
Strumento di terapia: qui, il libro viene utilizzato per superare o adattarsi a situazioni di disagio psichico, disturbi fisici, traumi o dipendenze. Alcuni terapeuti arrivano persino a "prescrivere" un libro, quasi fosse una vera e propria ricetta.
"Prescrivere un libro" in psicoterapia è un approccio che aiuta la persona a riflettere su se stessa, a confrontarsi, a potenziare risorse e abilità empatiche, acquisendo conoscenze ed elaborando strategie efficaci per gestire il disagio psicologico.
Spero che questa riflessione sul valore terapeutico della lettura possa essere d'aiuto a chiunque si trovi ad affrontare momenti difficili. Possa anche essere uno spunto di conversazione con terapisti e specialisti. Ricordiamoci sempre che esistono percorsi meno aggressivi e più efficaci per prendersi cura di sé: basta saper ascoltare e aprirsi a nuove possibilità.
A presto Gina

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