
Esistono libri che nascono per passione e libri che nascono per necessità. "Eccomi, ci sono ancora" appartiene a questa seconda categoria: è un grido, una finestra aperta sui sentimenti più profondi del mio animo per combattere un acerrimo nemico. È l’invito a guardare oltre le apparenze, a non rifugiarsi nel silenzio quando la vita ti mette di fronte a sfide impervie.
Il percorso di questo libro è stato anche una scuola di vita dal punto di vista professionale. La prima edizione uscì con un editore a pagamento (EAP), una scelta che oggi mi rimprovero. A mie spese ho capito che non bisogna avere fretta: la scrittura richiede pazienza, e la pubblicazione ancora di più.
Il mio consiglio ai giovani scrittori è di non affidarsi a chi chiede soldi per vendere un sogno. È meglio cercare un piccolo editore che apprezzi l'opera a costo zero o optare per l'auto-pubblicazione consapevole, come ho fatto io nel 2016 scegliendo Youcanprint per la seconda edizione. Prima di firmare, fate sempre leggere i contratti a chi ne capisce: la fretta e le promesse facili sono cattive consigliere.
Questo libro non è solo un racconto; è un tassello importante per la Medicina Narrativa. In queste pagine ho riversato i "complotti dell'animo", le fobie e le paure di chi vede la morte in faccia a causa di patologie rare come la Sclerosi Tuberosa e il cancro.
Non credo siano molti gli autori che abbiano dovuto confrontarsi con questa insidiosa mescolanza di mali, eppure sento che queste verità non possono restare nascoste. Scrivere per me è stato terapeutico: mi ha permesso di ritrovare quella strada che credevo persa mentre la percorrevo alla cieca, lasciandomi alle spalle il buio per ritrovare il sole.
Un eco per chi non ha voce
Mi rendo conto che non è facile proporre una lettura così cruda. La società spesso preferisce ignorare il dolore o ascoltarlo solo se porta una firma celebre. Se questo libro fosse stato scritto da un nome noto, i media ne avrebbero parlato a gran voce; ma il malato raro, spesso, non fa notizia.
Eppure, sono convinta che l'arte non sia un'illusione del bello, ma una bussola per vivere meglio. "Eccomi, ci sono ancora" ha segnato il mio percorso psicologico e ha fatto crescere la mia scrittura. Spero che questo testo possa essere un supporto utile per chiunque stia duellando con una malattia rara: la scrittura, se ben utilizzata, è un'arma straordinaria per arginare i mali dell'anima.
Trama:
Nella vita una donna combattiva, cerca nella scrittura il mezzo per dialogare, esprimere la lotta contro le sue paure. “Eccomi ci sono ancora” è una sorta di invito al lettore a guardare oltre e a non rifugiarsi dietro le apparenze. In questo libro l’autrice apre la finestra ai sentimenti più profondi dell’animo, per conoscersi e combattere il suo acerrimo nemico.
Gina Scanzani

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