“Silenzio! Non far rumore che ci sentono…”
“Lo sai, questo silenzio è assordante!”
“Quante volte ti ho detto che devi fare silenzio?!”
“Ma perché dici così? Non sarebbe meglio dire: taci, per favore? Tanto ti sento!”
Dopotutto, se qualcuno parla non fa silenzio, o sbaglio? Una considerazione apparentemente elementare, eppure la parola "silenzio" viene spesso abusata, usata in modo improprio. Nel contesto di questo progetto, penso al mondo delle persone sorde: un mondo che abita nel silenzio, anche se a volte nessuno sembra accorgersene, e dove c'è persino chi sceglie di tacere di fronte al silenzio stesso. Che strano universo: c'è chi il silenzio lo chiede, chi lo ordina e chi non può farne a meno… Eppure, l'emozione resta.
Per questo non credo esista un silenzio assoluto. La voce dell'anima, delle emozioni e dei sentimenti parla un linguaggio chiaro, universale; parla a chiunque, anche a chi non può udire ma dialoga attraverso i gesti e comunica con gli sguardi. Forse, allora, bisognerebbe parlare al plurale: di silenzi.
Questa mia breve riflessione fa da introduzione a un appuntamento a cui sono profondamente legata, organizzato da Amici del Granaio - Atelier. Sabato 28 settembre, dalle ore 17:30 alle 20:30, la Sala Cinema del Macro Asilo di Roma (via Reggio Emilia / Via Nizza 138) ospiterà un incontro poli-artistico e bi-culturale sul tema del silenzio, in cui artisti udenti e non udenti si confronteranno attraverso diverse forme d'arte.
Sono sinceramente onorata dell'invito e ringrazio gli organizzatori per questa opportunità: un'occasione preziosa per dialogare di emozioni, cultura e arte, dimostrando come la creatività sappia farsi veicolo fondamentale di inclusione e approfondimento sociale.
Vi aspetto, Gina Scanzani


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