Ho sempre sognato che la scrittura diventasse il mio tramite per esprimere messaggi profondi e dare voce a sentimenti e stati d'animo spesso taciuti. La convinzione che la comunicazione fosse la chiave per aprire porte mi ha permesso di crescere, sia professionalmente che personalmente. Ho imparato a lasciar fluire le cose, senza forzarle.
Il più grande insegnamento che ho tratto da questo percorso è che non bisogna mai arrendersi e che, se si crede fermamente in qualcosa, bisogna perseverare. La comunicazione e l'ascolto sono diventati i pilastri della mia vita, guidandomi nell'obiettivo di aiutare le persone con malattie rare a non sentirsi mai sole o a dover cercare risposte altrove. Credo profondamente che le risposte alle loro domande si trovino dentro di loro stessi e il mio ruolo è quello di aiutarle a scoprirle.
Lo scorso anno sono stata nominata Ambasciatrice del progetto di scienza partecipata per migliorare la qualità di vita delle persone con malattie rare. Questo riconoscimento, conferitomi direttamente dall'ISS CNMR, mi riempie di orgoglio. Sono sempre stata convinta dell'importanza del dialogo e della comunicazione in questo ambito, come già sottolineato nel 2016 durante un convegno, dove ho presentato una relazione dal titolo "La terapia dell'anima".
In qualità di Ambasciatrice, ho l'opportunità di condividere la mia esperienza personale e professionale con un pubblico più ampio, spiegando il mio approccio. Questo incarico mi conferma quanto l'unione dell'intelletto e della ragione possa essere di grande aiuto per le persone affette da malattie rare


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