Avevo pensato di aprire un ventaglio di nuove idee, dedicando un mio testo e i rispettivi incassi a una causa in cui credevo profondamente. Mi ero illusa, forse, e non di poco.
Si dice spesso che la beneficenza si faccia in silenzio, e forse io ho fatto troppo rumore nel tentativo di far accettare una proposta legata a un libro digitale. Ma chi mi conosce sa che la mia non è presunzione: è il desiderio viscerale di trasformare la parola in aiuto concreto.
In questo momento di amarezza, una certezza resta incrollabile: la concretezza che il mio "Capitano Coraggioso", colui che mi sostiene sin dagli esordi, è rimasto uno solo. Questo mi fa onore e mi dà il coraggio necessario per non arrendermi, anche quando i progetti sembrano infrangersi contro il disinteresse.
Mi rincresce per come sono andate le cose. Il libro rimarrà ancora disponibile in rete per un po', ma non amo i pesi morti. In compenso, ho deciso di occuparmi con ancora più attenzione al mio progetto iniziale, #unlibroperlaricerca. Non permetterò che muoia per così poco; personalmente, questo libro mi ha già dato tanto e non sarà un capitolo amaro a cancellarne il valore.
Provo rammarico? Sì. È triste constatare che, a volte, non c'è interesse verso la poesia o verso gesti che uniscono cultura e beneficenza. Avrei voluto leggere di questa iniziativa su quei giornali che raggiungono tutta Italia, ma evidentemente non sono stata abbastanza convincente, o forse il mondo non era pronto ad ascoltare.
Una lezione di vita
Nonostante il malessere che solca queste righe, sono contenta che le cose vadano così. Mi insegna che al mondo non si finisce mai d'imparare. Chiudo questo capitolo con rispetto, senza fare nomi, per non alimentare polemiche che porterebbero solo rovina.
La ruota gira, e io scelgo di continuare a camminare, portando con me solo ciò che è autentico. La ricerca continua, e la mia penna non si fermerà.
Gina Scanzani
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