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lunedì 13 gennaio 2025

Non è mai tardi per sognare

C'è ancora tempo per sognare? Si crede ancora nei sogni?

La vita ci offre opportunità e ci fa vedere le cose da prospettive diverse e mai uguali. Un albero non sarà mai lo stesso agli occhi di chi lo osserva! Ognuno lo vedrà con occhi diversi. Questa è la magnificenza della vita, che si diverte a giocare con l'esistenza e a farci conoscere la sua grandezza. Ma tutto ciò non è sempre comprensibile per tutti. Spesso la gente è distratta e non si sofferma a guardare l'albero nella sua interezza, lo vedrà di sfuggita come fa con la Vita.

Fermarsi per contemplare la bellezza circostante ci consente di esplorare lo spazio interiore, permettendoci di cogliere realtà che trascendono la semplice visione di un albero. I sogni rappresentano la vita che si trasforma in speranza e addestrano gli occhi a scrutare l'infinito, andando oltre le mere apparenze. Ogni volta che osservavo la luna dalla finestra, il mio viso arrossiva carico di tutte le emozioni suscitate dal suo sguardo, quasi potessi vedere la mente volare oltre i sogni innocenti che silenziosamente si avvicinavano alla mia esistenza.

Quei sogni che ho evitato tante volte ritornavano accesi e vivi in un mondo inesplorato e ancora tutto da scoprire. La luna, al mio sentire, rabbrividiva, mi guardava silenziosa restando lì a osservare il mio sconcerto. Dentro di me sentivo che quello sguardo non potesse nuocermi e quegli occhi malinconici, nonostante tutto, non erano malvagi. Lasciai che le emozioni vivessero il loro momento con genialità e si dimenticassero di considerare la luna come un nemico. La visione del mondo mi raggiunse su ciò che il sogno voleva prospettarmi.

Le mie parole sono la ragione della vita, un gioco di specchi, un caleidoscopio di opportunità che mi permettono di vedere il mondo con infinite sfumature. Un albero, per esempio, non è solo un tronco e delle foglie, ma un microcosmo pulsante di vita, un rifugio per creature di ogni sorta, una tela dipinta dalla luce del sole. Eppure, non tutti sono in grado di cogliere la bellezza e la complessità di ciò che li circonda.

Troppo spesso siamo distratti dalle futilità, immersi in una routine che annebbia la nostra capacità di meravigliarci. Ecco perché è importante fermarsi, ogni tanto, e osservare il mondo con occhi nuovi. Dobbiamo imparare a guardare oltre le apparenze, a cogliere l'essenza delle cose. Solo così potremo davvero apprezzare la bellezza della vita e il dono prezioso che essa rappresenta.

Così come l'albero che si erge verso il cielo, la vita rappresenta un viaggio ricco di ostacoli e sfide, ma anche di momenti di gioia e incanto. Analogamente all'albero, che muta con il susseguirsi delle stagioni, anche noi subiamo evoluzioni e trasformazioni nel corso del tempo. È indubbio che la vita costituisca un intricato gioco di specchi, un caleidoscopio di opportunità che ci consente di contemplare il mondo attraverso infinite sfumature.

Ad esempio, l'albero non è soltanto composto da tronco e foglie; esso rappresenta piuttosto un microcosmo vibrante di vita, un rifugio per creature d'ogni genere e una tela dipinta dalla luce solare. Tuttavia, non tutti sono in grado di apprezzare la bellezza e la complessità del proprio ambiente circostante.

Come l'albero che si staglia contro il cielo, la vita è un viaggio pieno di ostacoli e sfide, ma anche ricco di momenti di gioia e d'incanto. E proprio come l'albero, che cambia con le stagioni, anche noi ci evolviamo e ci trasformiamo nel corso del tempo. L'importante è non perdere mai la nostra capacità di sognare e di guardare al futuro con speranza.

Gina Scanzani

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domenica 7 gennaio 2018

Da "Eccomi ci sono ancora" a "Mimì nella grotta oscura"

Il treno del nuovo anno: come una lettera ha dato vita a Mimì

Mi piace pensare al nuovo anno come a un treno vuoto, un vagone dove viaggio sola. Assaporo questi attimi per riempire il mio senso di vuoto di ogni bene, immergendomi in un pensiero che trasforma quel vagone in uno spazio carico di vita: ricchezza, piacere, ma anche il giusto spazio per i dolori. Perché la vita, dopotutto, è tutto.

L'anno parte già carico nella mia testa e ogni istante sembra un’enormità. Ho raggiunto un traguardo che stento a credere vero: non avrei mai immaginato che scrivere mi avrebbe donato tanta soddisfazione.




Il mio primo libro, l’autobiografia "Eccomi ci sono ancora", è stato la linfa vitale per il mio progetto successivo: una favola per adulti interamente ispirata a esso. Mi piacerebbe che il mondo intero conoscesse come tutto questo è potuto succedere, ma so che siamo spesso troppo distratti. Eppure, a chi vive una realtà in bilico o a chi deve stare sempre all’erta, non è permesso distrarsi: una dimenticanza può essere fatale.

Proprio da questa realtà intensa è nata "Mimì nella grotta oscura".

L'incontro con Anna: 

Tutto è partito dalla lettera di una mamma, la signora Anna, madre di Monica, una ragazza affetta da Sclerosi Tuberosa. Anna, dopo aver letto la mia autobiografia, si rammaricava che la figlia non avesse le capacità di comprensione necessarie per un testo così complesso. Mi scrisse che per lei ci sarebbe voluta una versione semplificata. 



Non era un compito facile. Accolsi le sue parole e, quasi casualmente, iniziai a scrivere una fiaba. Senza volerlo, avevo intrapreso un cammino seguendo le orme di quella lettera, cercando di non perdermi nel labirinto delle emozioni.

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domenica 9 luglio 2017

Oltre l'indifferenza: la cultura come atto di ribellione


Ho pensato a lungo prima di scrivere queste parole. A volte, il silenzio di chi dovrebbe sostenerti fa più rumore di mille critiche. L'estate del 2017 doveva essere il momento in cui presentavo ufficialmente "La soffitta dei ricordi" nella mia cittadina, Fiano Romano, tra le mura del Castello Orsini. Invece, si è trasformata in una lezione amara sulla burocrazia e sulla scarsa attenzione alla cultura.

Il muro della burocrazia

Nonostante il prestigio della prefazione del Prof. G.N. Meldolesi (Presidente della Fondazione Neurone), la presentazione ha dovuto scontrarsi con tempi burocratici assurdi: il patrocinio è arrivato solo tre giorni prima dell'evento. Troppo tardi per avvisare la popolazione, troppo tardi per dare dignità a un lavoro che raccoglie 14 storie autobiografiche.

Mi sono sentita presa in giro da un'amministrazione che concede spazi senza convinzione. È penoso vedere come le istituzioni pubbliche a volte si perdano in cavilli, dimenticando che dietro una richiesta culturale c'è una persona, una testimonianza e una comunità che ha bisogno di essere sensibilizzata, specialmente sui temi delle malattie rare. 

Ma la ruota della vita gira, e dove una porta si chiude, un'altra si apre con calore. Nello stesso periodo, sono tornata a Tarquinia per la seconda edizione del premio ArgentPic. Lì, in terra Etrusca, sono stata accolta con amicizia e valorizzata per ciò che scrivo.

Confrontarmi con personalità come Osvaldo Bevilacqua e Anna Moroni mi ha ricordato una verità fondamentale: la cultura cresce dove c'è collaborazione tra privati e istituzioni lungimiranti, dove l'interesse è davvero il bene della collettività e non il semplice adempimento di una pratica.

Essere rari non è un disonore

Portare a conoscenza un libro scritto da un paziente è utile quanto quello scritto da un luminare: i due punti di vista sono complementari. Escludere o ignorare un'opera perché parla di "rarità" è un errore che penalizza l'intera comunità.

A chi pensa che l'indifferenza possa fermarmi, rispondo che non smetterò di scrivere. Mettere se stessi in un libro è un traguardo che non si può spiegare a chi non sa ascoltare. Non servirò più degli spazi della mia città se mancano le basi del rispetto, ma continuerò a esserci con la mia penna. Fare del bene premia sempre, e la mia "dimensione culturale" la troverò altrove, tra chi sa che essere malati non è un disonore, ma una ragione in più per valorizzare la persona e il suo testo.

Gina Scanzani

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lunedì 24 aprile 2017

SANIT 2017 - Un'esperienza da raccontare


Oltre la vetrina del SANIT: Narrare la rarità dove nasce l’educazione

Recentemente ho partecipato al SANIT di Roma, il forum dedicato a salute e benessere, dove l’Associazione Sclerosi Tuberosa ha presenziato con i propri materiali informativi. Esserci è stato un traguardo, un modo per portare la nostra conoscenza al servizio del sociale, reagendo con determinazione alle avversità che la malattia impone.

Tuttavia, questa esperienza mi ha portata a riflettere profondamente sull'efficacia di certi contesti comunicativi.

La nostra missione è far conoscere la Sclerosi Tuberosa in tutte le sue sfaccettature. Ci sono casi in cui proprio la debolezza diventa il motore di una rinascita. Per questo, sento l'urgenza di diffondere un'arte della comunicazione che smuova le coscienze: la comunità scientifica, i medici e la gente comune devono essere incuriositi da quella "scienza non scienza" — la scrittura e la narrazione — che può aprire nuove strade alla ricerca e alla cura. 

A mio modesto avviso, ambienti come il forum SANIT rischiano di essere troppo dispersivi. Molte persone vi approdano attirate dalla possibilità di effettuare esami gratuiti, piuttosto che per ascoltare cosa sia realmente una malattia rara. L'informazione, per essere efficace, ha bisogno di altro.

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mercoledì 4 maggio 2016

Il rumore del silenzio: riflessioni su un capitolo che si chiude


Avevo pensato di aprire un ventaglio di nuove idee, dedicando un mio testo e i rispettivi incassi a una causa in cui credevo profondamente. Mi ero illusa, forse, e non di poco.

Si dice spesso che la beneficenza si faccia in silenzio, e forse io ho fatto troppo rumore nel tentativo di far accettare una proposta legata a un libro digitale. Ma chi mi conosce sa che la mia non è presunzione: è il desiderio viscerale di trasformare la parola in aiuto concreto.

In questo momento di amarezza, una certezza resta incrollabile: la concretezza che il mio "Capitano Coraggioso", colui che mi sostiene sin dagli esordi, è rimasto uno solo. Questo mi fa onore e mi dà il coraggio necessario per non arrendermi, anche quando i progetti sembrano infrangersi contro il disinteresse.

Mi rincresce per come sono andate le cose. Il libro rimarrà ancora disponibile in rete per un po', ma non amo i pesi morti. In compenso, ho deciso di occuparmi con ancora più attenzione al mio progetto iniziale, #unlibroperlaricerca. Non permetterò che muoia per così poco; personalmente, questo libro mi ha già dato tanto e non sarà un capitolo amaro a cancellarne il valore.

Provo rammarico? Sì. È triste constatare che, a volte, non c'è interesse verso la poesia o verso gesti che uniscono cultura e beneficenza. Avrei voluto leggere di questa iniziativa su quei giornali che raggiungono tutta Italia, ma evidentemente non sono stata abbastanza convincente, o forse il mondo non era pronto ad ascoltare.

Una lezione di vita

Nonostante il malessere che solca queste righe, sono contenta che le cose vadano così. Mi insegna che al mondo non si finisce mai d'imparare. Chiudo questo capitolo con rispetto, senza fare nomi, per non alimentare polemiche che porterebbero solo rovina.

La ruota gira, e io scelgo di continuare a camminare, portando con me solo ciò che è autentico. La ricerca continua, e la mia penna non si fermerà.

Gina Scanzani

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mercoledì 3 febbraio 2016

Il futuro è tutto da scrivere


Il futuro è un foglio bianco, ma per scriverlo bisogna sapersi ricaricare. Bisogna aspettare che il vento si calmi e che il tempo sia propizio alle nuove idee; se così non fosse, ogni effetto benefico della scrittura svanirebbe. Ogni volta che un’idea si presenta, la prendo al volo e non esito: scrivere è lo scudo che mi preserva dalle intemperie di questo mondo.

Per partire verso una nuova avventura creativa bisogna essere in forma, con la mente libera e pulita. Solo così si sa ciò che si vuole davvero. Spesso mi vedo coinvolta e rincorsa dal tempo, tanto da trascurare il presente e sentirmi "meno presente". Ma il tempo è sovrano del nostro mondo e nei suoi ritagli mi dedicherò a quel futuro che corre come il vento e avanza come un treno... proprio perché chi ha tempo non aspetti tempo.

Gli appuntamenti di Febbraio

Questo mese mi avvicina a due momenti importanti a cui ho aderito con tutto il cuore:

  • Premiazione "Divagazioni D'arte": Il 20 febbraio si terrà la presentazione dell'antologia curata da Edizioni Luna Nera, nella quale è stata inserita anche una mia composizione.

  • Giornata delle Malattie Rare presso l'ISS: Il 29 febbraio parteciperò a questo evento che ogni anno coniuga l’interesse medico a quello artistico-letterario. Quest'anno la parola chiave è "La voce del paziente".

Nuove idee in cantiere

Proprio per rispondere a questo invito, ho inviato un testo fiabesco. Tra le idee che bollono in pentola c'è proprio quella di scrivere un intero libro di favole per bambini e adulti. Credo fermamente che nel mondo di ognuno debba esserci sempre un momento da dedicare a un libro, un piccolo spazio dove trovare se stessi.

Gina Scanzani

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Nel silenzio del cuore, trovo la mia verità: nasce "Rara complicità"

In molti mi chiedono quale sia il mio percorso letterario o accademico. La verità è semplice: non ho titoli accademici, ho solo la mia vita ...

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Scrittrice, poetessa e autrice. Esploro la forza della parola scritta tra la permanenza della carta e le evoluzioni del mondo digitale. Amo tessere storie che uniscono il mondo degli adulti a quello dei bambini.
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