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Una diversa dimensione culturale

Ho pensato a lungo prima di scrivere questo post.
Tutto ha inizio l’estate 2017, che volevo presentare in maniera ufficiosa il mio libro nella mia cittadina. La data prestabilita per la presentazione del libro “La soffitta dei ricordi” era il 18 giugno, un libro che raccoglie 14 storie autobiografiche con la prefazione del Prof. G.N. Meldolesi. Presidente della Fondazione Neurone. Tutto si svolgeva all’interno del castello Orsini di Fiano Romano, era mio piacere di farlo conoscere laddove vivo! Ma ahimè gli abitanti di Fiano Romano non sono persone abituate a leggere, e non ci sarà mai spazio per un libro tanto è vero che non c’è nemmeno una libreria! Leggere è sempre più che mai un optional!

Parlare di cultura associata al mondo della disabilità, è per il mio paese è un disonore, non si fa nulla per sensibilizzare l’opinione pubblica, non si fa nulla per incentivare la cultura. Le uniche iniziative inseguono strade preferenziali e autori già troppo noti.

Purtroppo nessuno sa più ascoltare, questo penalizza tutti, che è affetto da una malattia rara sente maggiormente l’effetto. Naturalmente nessuno dei miei compaesani ha partecipato all’evento, che nonostante fosse in calendario ha   richiamato l’interesse di una sola persona.

Trovo assurdo che l’amministrazione comunale abbia approvato la presentazione del mio libro solo tre giorni prima della data prestabilita, sicché non vi è stato modo e/o maniera di avvisare la popolazione. Un modo indelicato di scoraggiare a servirsi di loro e della loro Amministrazione.
Sembra che a monte del problema ci fosse l’approvazione per il patrocinio, per un evento che sarebbe dovuto tenersi nei locali del Comune. Sembra così superflua la scusa. Se questa è l’Italia mi domando come si fa a risorgere dalle macerie? Se il passo per un banale rilascio per il patrocinio ha impiegato così tanto tempo non possiamo meravigliarci che Amatrice è ancora a terra. Non meravigliamoci.

Mi è sembrato come se il ritardo non fosse altro che un escamotage per allontanarmi o meglio scoraggiarmi dal fare. Ma non saranno questi incidenti di percorso a farlo. Gli atti burocratici non devono interferire con ciò che un artista deve promuovere. E le amministrazioni Comunali, compresa quella di Fiano Romano, dovrebbe impegnarsi maggiormente sul tema “cultura”, incentivarla senza ostacoli o privilegi. Collego questo accaduto a qualcosa di molto peggio, come riferimento del malfunzionamento della gestione politica Italiana, i nostri governanti dovrebbero riflettere.

È un mondo offensivo di considerare l’operato di una persona che mette passione in ciò che fa, è da persone insensibili comportarsi così: negare un consenso o concederglielo tanto per farlo contento. La cultura è pane quotidiano è arricchimento è benessere e crescita di un popolo. E dichiarare assensi quando la partecipazione non c’è, sarebbe stato meglio essere chiari subito: “No… adesso non presentiamo libri!” Le occasioni non mancano!

Non scoraggiamoci!
Infatti è già tornato ArgentPic alla sua seconda edizione, un concorso letterario che mi ha dato molto lo scorso anno, mi ha vista partecipe e nel quale sono stata insignita di una targa. Il premio si tiene nelle storica Tarquinia. Personalmente mi fa piacere essere accolta con amicizia oltre che valorizzata per ciò che scrivo!
Quest’anno il Premio si avvarrà di presenze significative e prestigiose come Osvaldo Bevilacqua e A.Moroni già presente lo scorso anno che solo in terra Etrusca potevo incontrare. Ricordo bene il presidente onorario parlò che la cultura ha margine di crescita grazie ai privati che la supportano, in circostanze simili, a dispetto delle istituzioni pubbliche, ove tutti collaborano unitamente al progetto, nell’interesse di tutti. Un esempio da prendere per il bene della collettività.

Mi dispiace che lo stesso non sia accaduto nel mio paese Fiano Romano ma la cultura ricade anch’essa quasi sempre su raccomandazioni. Va beh doveva andare così per capire! Sicuramente sarà un sollievo per le Autorità Comunali sapere che non mi servirò più dei loro spazi antistanti per le mie presentazioni! Non cesserò di esserci con i miei libri, cosicché non smetterò di scrivere, mettere se stessi in un libro, esserci, è un traguardo che non si può spiegare!

Credo che la divulgazione di un libro scritto da un paziente con una malattia rara sia altresì utile quanto quello scritto da un luminare, perché le conoscenze, i punti di vista sono complementari; e portare a conoscenza libri di natura diversa scritti e pubblicati da un editore per una persona orfana sia un bel traguardo, peccato che le autorità non siano in grado di attuare una buona politica a supporto di ciò.

La ruota della vita ritorna sempre, e fare del bene premia comunque! Non è un disonore essere malati, semmai una ragione in più per valorizzare (nei giusti ambienti) sia la persona che i suoi testi. È impensabile escludere una persona perché affetta da una malattia rara, escluso perché è raro.
Una volta dissi testuali parole: “chi prende in giro il cittadino prende in giro la comunità”. Non si può venire incontro ai bisogni della gente se per primi non si affrontano i propri; e mi sembra abbastanza improbabile che una persona come me trovi la sua dimensione culturale proprio nel paese che gli ha dato i natali.

Gina Scanzani – 10 luglio 2017